Vai al contenuto
Dott.ssa Silvana Carraro Asomani — Psicologa

Giovani adulti

Autostima e senso di inadeguatezza

Persona davanti a uno specchio in cui il riflesso appare più piccolo — illustrazione su autostima bassa e inadeguatezza.

Sentirti sempre un passo indietro, anche quando oggettivamente non lo sei. La voce che ti sminuisce non dice la verità: dice un'abitudine. E le abitudini si cambiano.

Ti riconosci in questi pensieri?

  • Ti confronti di continuo — dal vivo e sui social — e perdi sempre tu.
  • Quando qualcosa riesce, pensi «è stata fortuna»; quando fallisce, «ecco, lo sapevo».
  • Fai fatica a dire di no, e poi ce l'hai con te per aver detto sì.
  • Prima di parlare in un gruppo provi le frasi in testa — e spesso rinunci.
  • I complimenti ti mettono a disagio: ti sembra che gli altri non abbiano capito come sei davvero.

Autostima bassa: da dove nasce la voce che ti sminuisce

L'autostima non è una dote di nascita: è una voce interna che si è formata negli anni — con le esperienze, i confronti, le parole ricevute. Se quella voce è diventata solo critica, ogni cosa che fai passa da un giudice severissimo che assolve gli altri e condanna te: è così che il senso di inadeguatezza si mantiene da solo. I social fanno il resto: confronti il tuo dietro-le-quinte con le copertine altrui. La buona notizia è che le voci interne si possono rieducare: non a colpi di frasi motivazionali, ma con un lavoro serio su come ti parli e su cosa, di te, non stai vedendo.

Come lavoriamo insieme sull'autostima

Ascoltiamo il giudice.

Cosa dice, quando parla più forte, da dove arriva quella voce: conoscerla è il primo modo per non ubbidirle.

Raccogliamo le prove.

Costruiamo, con fatti, un'immagine di te più onesta — che includa anche ciò che il giudice archivia.

Alleni la voce nuova.

Nelle situazioni reali — dire no, esporsi, accettare un complimento — un passo alla volta.

Uno scenario tipico

Esempio illustrativo, non una storia reale.

Ha 26 anni, un lavoro che le piace e la sensazione costante di essere «indietro»: le compagne di università si sposano, viaggiano, cambiano città. Ogni sera lo scroll conferma la sentenza. Nel percorso scopre quanto la sua autocritica sia vecchia — molto più vecchia dei social — e impara a riconoscerla quando parte. Sei mesi dopo la voce c'è ancora, ogni tanto, ma non decide più lei.

Domande frequenti sull'autostima

È l'obiezione più comune — ed è esattamente quello che la voce critica vuole farti credere. L'autostima è un'abitudine appresa, e ciò che si è appreso si può riapprendere.

Quanto basta per capire da dove arriva la voce, non un giorno di più. Il lavoro vero si fa sul presente.

I primi spostamenti — accorgersi della voce, non crederle sempre — arrivano in genere nelle prime settimane. Il consolidamento richiede un percorso, in media dai 3 ai 9 mesi.

La voce che ti sminuisce non ha l'ultima parola

Nel Colloquio Conoscitivo iniziamo ad ascoltarla insieme — e a capire come toglierle il microfono. In studio a Bassano del Grappa o online.

ChiamaWhatsAppPrenota